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COME UNA PARATA, COME IN UN ADDIO
Il nuovo tour di Vinicio Capossela
Voglio esserci anch'io, come in una parata, come in un addio. Tra il tamburo maggiore e i palotini. Cantare tristi ballate mentre la notte gonfia le nuvole che migrano a folate. Prenderò questa discesa senza più fermarmi, caracollante tra i reggimenti dispersi. Sciolti, smazzati, come ulani in rotta, fino alle Taberne impilate di vuoti dove tutto è orzata. Nel girone del 'rebetico'. Un lamento che si canta in coro, ma si balla da soli. Bene, da sotto il soffitto a cassettoni, sento salirmi addosso un'Epopea. Sento fanfare soffiare dentro grossi tromboni che puliscono dal sonno, sento tanghi di gioventù come peccati. Sento clarini e bottoni luccicanti, sento vetri infranti. Cos'è un uomo di fronte a una stagione? Fatevi stretti attorno, ne ho ancora abbastanza per inseguire volpi nella luna dietro le ultime retrovie. L'urlo della zurla lacera il mattino. Il piantone di corvetta fa a pezzi l'alba con l'accetta. Questo non è un concerto. E' una capitolazione a parte. |